Acculzu a Betelemme
Vicino a Betlemme
Una giovane coppia che cerca riparo invano si rifugia in una grotta. Questa, luogo dell'accoglienza, diventa la vera protagonista del presepe trasformandosi, da «povera, nuda e brutta» in «Domo reale».
Nove canti di Natale in lingua sarda, scritti a Berchidda nel 1927 da Can. Pietro Casu e Can. Agostino Sanna. Cento anni dopo, Bonayres li riarmonizza per restituirli alle nuove generazioni.
Nel dicembre del 1927, a Berchidda, il parroco Can. Pietro Casu e il giovane viceparroco Can. Agostino Sanna sentirono la distanza tra i fedeli, che parlavano sardo ogni giorno, e una Chiesa che parlava ancora latino.
Nella notte tra il 15 e il 16 dicembre, Casu scrisse il primo testo: Candh'es nadu Gesùs in sa grutta. Sanna lo musicò all'harmonium nella notte stessa, e la sera del 16 dicembre il brano fu eseguito nella chiesa di San Sebastiano, tra lo stupore dei fedeli.
Il lavoro proseguì per tutti i nove giorni della novena: ogni sera Casu consegnava a Sanna un testo che, durante le notti laboriose, si riempiva di armonia — e al mattino diventava un Cantone de Natale.
A cento anni da quella prima novena, in occasione del centenario 1927–2027, Bonayres ha scelto di rivisitare il repertorio poetico e musicale dei due sacerdoti logudoresi, riarmonizzandolo in chiave jazz-modale senza privarlo della ricchezza espressiva della parola e della genuinità che ne sono la grande forza.
Tutto è partito dall'arrangiamento di Notte de chelu, presentato a sorpresa da Giuseppe Salis in un concerto natalizio dei Bonayres. L'accoglienza del pubblico ha spinto il lavoro a coprire l'intera novena, in parte già presentata a Berchidda e Ozieri.
Il progetto è trasversale: unisce musica, territorio e associazione — coinvolgendo enti e istituzioni come patrocinanti, per garantire che questo patrimonio arrivi intatto alle nuove generazioni.
Berchidda 1878 – Ozieri 1954
Sacerdote, poeta e scrittore in lingua sarda logudorese. Parroco di Berchidda, compose i testi dei nove canti natalizi nel 1927. Conosciuto affettuosamente come Babbai Casu, autore anche della traduzione in sardo della Divina Commedia e del Vocabolario sardo-logudorese-italiano.
Ozieri 1902 – 1982
Sacerdote e compositore, viceparroco di Berchidda. Musicò i testi del Can. Casu dando vita al ciclo dei Naschid'est. Le sue melodie, radicate nella tradizione liturgica sarda, sono entrate nel patrimonio musicale dell'intera isola.
"Ogni sera Don Agostino Sanna consegnava a Don Pietro Casu una linea armonica che, durante le notti laboriose, si riempiva di parole, e alla mattina diventava Cantone de Natale." — Laura Mulas, Vicepresidente APS Bonayres
Materiali d'archivio · Don Agostino Sanna
Un brano per ogni giorno, dal 16 al 24 dicembre: un percorso che va dall'accoglienza nella grotta alla notte di paradiso della vigilia.
Vicino a Betlemme
Una giovane coppia che cerca riparo invano si rifugia in una grotta. Questa, luogo dell'accoglienza, diventa la vera protagonista del presepe trasformandosi, da «povera, nuda e brutta» in «Domo reale».
Andiamo alla grotta
La grotta viene raggiunta dai pastori guidati dalle stelle. Sono loro a parlare all'inizio del brano, mentre giungono festosi e cantano a «Su Bambinu» la sua prima ninna nanna.
Ai primi rigori
Maria e Giuseppe accorrono al pianto del Bambino e si ritrovano attorno alla culla ad ammirarlo. Gesù Bambino mostrerà la sua forza salvifica con una lacrima.
Quando è nato Gesù nella grotta
Fu la prima pastorale composta, nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1927. Al suo interno troviamo tutti i protagonisti del presepe. Eseguita per la prima volta il 16 dicembre nella chiesa di San Sebastiano.
Due sposi all'imbrunire
I compositori si concentrano sulla storia di Maria e Giuseppe, ritraendoli nella difficoltà del momento del parto, privi di riparo e certezze.
Cos'è quest'armonia
Momento di passaggio: la novena si avvicina al suo compimento e i sacerdoti scelgono un'armonia meditativa e dolce. Compare per la prima volta il Gloria.
Nella notte profonda
Cambia l'atmosfera: schiere di Angeli giungono e i loro canti si fondono ai suoni della notte. Il Gloria, ora incessante, avverte che il giorno di festa è prossimo.
È nato nella capanna
Dei nove brani, il più amato e conosciuto dai sardi, che lo conoscono fin da bambini. Un simbolo del Natale in Sardegna, reinterpretato da cori e artisti di fama internazionale.
Notte di paradiso
Vigilia di Natale. Le parole di Pietro Casu ripetono incessantemente il messaggio di letizia — «Es nadu» — mentre le melodie di Agostino Sanna si fanno festose e incalzanti.
I nove canti sono disponibili in streaming e download su Bandcamp.